Il mio primo workflow n8n utile: monitorare le news di settore via RSS
Yuri Perfetti3 min2 lettureTempo di lettura: 6 minuti — Livello: principiante
Perché parto da questo
Se dovessi consigliare a chiunque il primo progetto di automazione della vita, sarebbe questo: una rassegna stampa automatica del proprio settore. Per tre motivi: il problema ce l'hanno tutti, il risultato si vede dal primo giorno, e il workflow tocca i quattro mattoni fondamentali di n8n (trigger, dati, IA, notifica) senza nessuna complicazione infrastrutturale.
Io lavoro nel settore energia: bandi, incentivi, novità normative escono di continuo, e perderne uno importante costa. Prima: venti minuti al giorno a scorrere siti e newsletter. Adesso: le notizie rilevanti mi raggiungono su Telegram, già filtrate.
L'architettura (piccola)
Schedule Trigger (ogni mattina)
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Lettura feed RSS (le fonti di settore)
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Filtro anti-duplicati (già vista? scarta)
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Classificazione IA ("è rilevante per me?")
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Messaggio Telegram (solo le rilevanti, con link)
Cinque nodi concettuali. Vediamoli uno per uno, perché ognuno insegna qualcosa.
1. La fonte: RSS, il dinosauro che non muore
I feed RSS sembrano roba d'altri tempi e invece sono il modo più pulito per ricevere notizie in modo strutturato: titolo, link, data, descrizione, senza scraping fragile. Quasi ogni testata ne ha uno (a volte nascosto: prova ad aggiungere /feed o /rss all'URL del sito).
Il trucco che uso per coprire anche quello che i feed di settore non coprono: i motori di ricerca offrono feed RSS sulle ricerche di news. Costruisci un URL con la tua parola chiave e ottieni un feed di risultati sempre fresco su quel tema. In pratica: una ricerca salvata che si aggiorna da sola.
2. Il filtro anti-duplicati
Il primo giorno il bot ti manda tutto, e va bene. Il secondo giorno ti rimanda metà delle notizie di ieri, e non va bene. Serve memoria: io salvo gli URL già processati (basta una tabella, un Google Sheet, o i Data Table di n8n) e scarto quelli già visti prima ancora di scomodare l'IA. Regola generale preziosa: i controlli economici vanno prima delle chiamate costose.
3. Il cuore: l'IA come classificatore
Qui sta il salto di qualità rispetto ai vecchi alert per parola chiave. La parola chiave "fotovoltaico" ti porta anche il gossip sul vip che ha messo i pannelli in villa. Un modello linguistico invece capisce il contesto. Il prompt è la parte da curare:
"Sei un assistente che filtra notizie per un professionista del settore [X]. Gli interessano: [criteri specifici]. NON gli interessano: [esclusioni]. Data questa notizia (titolo e descrizione), rispondi SOLO con un JSON: {"rilevante": true/false, "motivo": "...", "sintesi": "una frase"}."
Nota i tre ingredienti: chi sei, cosa passa il filtro E cosa no (le esclusioni contano quanto le inclusioni), formato di risposta bloccato. Il campo "motivo" sembra superfluo — è oro: quando il filtro sbaglia, leggi il motivo e capisci subito come correggere il prompt.
4. La consegna: Telegram
Un messaggio per notizia rilevante: sintesi in una frase (quella generata dall'IA), fonte e link. Arriva sul telefono, si legge in dieci secondi, si apre solo se interessa. La rassegna stampa perfetta è quella che non ti chiede di andare da nessuna parte.
Il costo di tutto questo
Praticamente zero: i feed RSS sono gratis, la classificazione IA di qualche decina di notizie al giorno costa centesimi al mese, n8n self-hosted non ha limiti. Il ritorno: venti minuti al giorno, più il valore — difficile da misurare ma reale — di non perdersi mai la notizia importante.
Perché è il primo workflow perfetto
Guardala così: hai imparato a schedulare (il trigger), a leggere dati esterni (RSS), a mantenere uno stato (i duplicati), a usare l'IA come componente dentro un flusso (non come chat, come funzione), e a notificare (Telegram). Sono i cinque gesti che compongono il 90% delle automazioni che costruirai dopo. Cambieranno le fonti, i filtri e le destinazioni — la grammatica resta questa.
E la prossima automazione la vedrai da solo: è quella cosa noiosa che hai fatto anche oggi.
Questo articolo fa parte della serie "Build in Public" su perfetti.tech — dove racconto quello che costruisco davvero, errori compresi.
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